#NoTorturePerGliAstici
I VOLONTARI DI ANIMALISTI ITALIANI ONLUS INSCENANO LA SOFFERENZA DEGLI ASTICI
Una pratica illegale ma utilizzata dal 40% degli esercizi commerciali
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Roma, 14 aprile 2016 – “Perchรฉ soffrire prima di morire?”. ย Questo il grido con cui i volontari dellโassociazione Animalisti Italiani Onlus – www.animalisti.it โ hanno deciso di iniziare la loro nuova battaglia contro le inutili sofferenze che quotidianamente sono costretti a subire gli astici, solo per essere assaporati โfreschiโ. Impedendo lโingresso ai clienti, una cinquantinaย di animalisti hanno occupato simbolicamente un Ristorante, a due passi da Piazza di Spagna, che usa servire alla loro clientela solo aragoste vive ma con un retrogusto di cattiveria e sofferenza gratuita.
Il piatto di crudeltร prevede: chele legate per ore e ore, adagiati sul ghiaccio a una temperatura molto inferiore a quella del loro corpo e sottoposte ad uno sbalzo termico improvviso fino ad essere bollite. Tutto questo solo per il sadico palato insanguinato di persone indifferenti alla sofferenza, al dolore e alle urla silenziose degli animali.
“Preceduto questa mattina dalla presentazione di 18 denunce presso la Procura contro altrettanti ristoranti, il nostro BLITZ, pacifico e nonviolento – dichiara Walter Caporale, Presidente Animalisti Italiani Onlus – con l’occupazione di un Ristorante che espone e vende astici con le chele legate e aragoste, รจ un urlo di rabbia rivolto alle Amministrazioni locali, alle ASL e le altre autoritร competenti, che non sanzionano e non chiudono questi Ristoranti che illegalmente espongono astici sul ghiaccio con le chele legate! Questa pratica crudele e sadica รจ infatti vietata in base agliย art. 544 bis e allโart. 727 del Codice Penale. Parere negativo รจ stato inoltre espresso dal Ministro della Sanitร giร nel 2009 ( vedi fac-simile Esposto): perchรฉ Autoritร pubbliche e forze dell’ordine non intervengono quotidianamente in tutta Italia per vietare una illegalitร crudele e sadica e violenta, oltre che inutile e gratuita?
Nello specifico, la fattispecie di cui allโart. 544-bis c.p. punisce ogni ipotesi di uccisione tale da provocare sofferenza, a nulla rilevando il fatto che lโanimale ucciso sia o meno domestico, dal momento che essa fa generico richiamo alla morte dello stesso, senza che possa operarsi una distinzione fra diversi tipi di animali (Tribunale di Firenze, 3 agosto 2009)”.
L’illegalitร deve essere fermata in tutta Italia. Sofferenza, dolore, sadismo e CRUDELTร sono indegni di un Paese civile. I cittadini indifferenti o che, peggio, mangiano queste aragoste, sono colpevoli tanto quanto chi commette la violenza.
Gli Animalisti Italiani Onlus tengono a dedicare questa iniziativa al loro capo ufficio e attivista Mauro e alla sua mamma prematuramente scomparsa pochi giorni fa.
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Fac-simile denuncia presentata elle procure di tuttโItalia:
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PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI —
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ATTO DI DENUNCIA
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Io sottoscritto, on. Walter Caporale, nato a Lanciano (CH) il 04.02.1964, Presidente dellโAssociazione โAnimalisti Italiani Onlusโ, con sede in Roma, via Tommaso Inghirami n. 82, legittimato alla proposizione della presente querela come da statuto che si allega, mi pregio esporre alla S.V. Ill.ma quanto segue.
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Giova preliminarmente allโesposizione dei fatti per cui รจ denunzia, chiarire davvero in breve quale sia lโambito di operativitร dellโAssociazione Animalisti italiani.
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LโAssociazione รจ stata costituita nel 1998 ed in base allo Statuto di cui si รจ dotata (all.1) persegue il fine ultimo di contrastare (ed ottenerne lโabolizione, ove legalizzata, di) ogni forma di violenza e sfruttamento perpetrati a danno di un qualsiasi animale, oltre che ogni forma di discriminazione, sia essa culturale, religiosa, di specie, et similia; dal gennaio di questo anno, peraltro, lโAssociazione ha avuto il riconoscimento ministeriale per lโattivitร di protezione ambientale dal Ministero (ex art. 13, l. 349/1986), con D.M. 24 del 16 gennaio 2014.
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Per attuare questo fine, lโAssociazione si serve di una pluralitร di strumenti, individuati in contatti con i mezzi di comunicazione, convegni, forme di partnership con altre associazioni, anche partitiche, per la presentazione di proposte di legge.
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Non ultimo, posto che il fine giร esplicitato รจ quello di reprimere forme di violenza sugli animali, i volontari dellโAssociazione si organizzano in gruppi per verificare sul territorio casi di abusi e maltrattamento, purtroppo assolutamente frequenti.
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ร grazie allโincessante e straordinaria opera di questi volontari che molti casi di maltrattamento sono stati portati allโattenzione dellโAutoritร Giudiziaria, la quale non puรฒ, per forza di cose, avere una percezione diretta di tutto ciรฒ che accade sul territorio, ma รจ stata, cosรฌ, messa in condizione di intervenire e reprimere gli illeciti segnalati.
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Emerge, insomma, con solare evidenza da quanto sin qui detto che lโAssociazione Animalisti Italiani Onlus si configura a tutti gli effetti quale soggetto portatore di interessi diffusi, e che รจ legittimato ad agire in denuncia di reati commessi sia come autonomo titolare di un diritto della personalitร connesso al perseguimento delle finalitร statutarie, sia come ente esponenziale (Cass., Sez. V, 17 novembre 2010, n. 7015).
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Tutto ciรฒ premesso, intendo procedere con tale atto a segnalare un fatto che ha assunto ormai da tempo dimensioni preoccupanti, e mi riferisco, in particolare, allโostensione di aragoste, astici ed altri crostacei vivi allโinterno di supermercati e ristoranti in condizioni del tutto inaccettabili, e palesemente illegali, ovvero sul ghiaccio e/o con le chele legate.
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Questa vergognosa pratica, โgiustificataโ dalla volontร di rendere palese che il prodotto messo in vendita sia il piรน fresco possibile, fa sรฌ che la logica di mercato entri in insanabile conflitto con le regole di corretta gestione di questi animali, i quali possono sรฌ essere commerciati vivi, ma certo non sottoposti a questo genere di torture.
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Ciรฒ รจ quanto hanno potuto verificare i volontari dellโAssociazione ย allโinterno dellโesercizio commerciale โฆโฆ., sito in โฆ.alla via โฆ..
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Una scena che ha suscitato lโindignazione dei volontari, per la evidente sofferenza inflitta a quei poveri animali, costretti a stazionare sul ghiaccio ed impossibilitati a compiere il benchรฉ minimo movimento.
A supporto della veridicitร dei fatti illeciti ora esposti, i volontari hannoย realizzato i reperti fotografici, che si allegano (all.2),
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ร evidente che lo stato di cose appena descritto รจ solo un inutile e gravissimo mezzo di tortura di questi poveri animali, sottoposti a trattamenti incompatibili con la loro natura, al solo fine di assicurare un maggior introito (la tanto sventolata โgaranzia di freschezzaโ) al gestore del locale.
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Nel merito dei fatti esposti emerge in maniera lampante come debba ritenersi integrata la fattispecie di cui allโart. 544-bis e/o quella di cui allโart. 727 c.p.
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Ed infatti, la norma per prima richiamata sanziona la condotta di โchiunque, per crudeltร o senza necessitร , cagiona la morte di un animaleโ.
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Nello specifico, la fattispecie di cui allโart. 544-bis c.p. punisce ogni ipotesi di uccisione tale da provocare sofferenza, a nulla rilevando il fatto che lโanimale ucciso sia o meno domestico, dal momento che essa fa generico richiamo alla morte dello stesso, senza che possa operarsi una distinzione fra diversi tipi di animali (Trib. Firenze, 3 agosto 2009).
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Ritengo utile riportare il contenuto del parere espresso dal Ministero della Salute – parere del 29 luglio 2007 – proprio sulla โsofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazioneโ (all.3), secondo cui โil posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolto in sacchetti a tenuta, รจ assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodo di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione, sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobicoโ.
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Quanto, poi, alla pratica di tenere le chele dei crostacei legate, il medesimo ed appena citato parere rileva che โla legatura prolungata delle chele, oltre a determinare atrofia muscolare e inibizione dellโalimentazione se naturale, causa la ben piรน importante interferenza con i comportamenti di minaccia/difesa, in particolare se il colore della banda elastica รจ tale da alterare lโefficacia dei segnali di comunicazione visiva intra ed interspecie. Lโapplicazione della banda in animali freschi di muta puรฒ distorcere e indebolire le chele. Lโoccasionale liberazione della chela in singoli animali puรฒ provocare gravi danni da aggressione ad altri animali legati presenti nel vivaioโ.
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Si rileva, ulteriormente, che anche altre forme di detenzione dei crostacei allโinterno delle esposizioni puรฒ essere cagione di maltrattamento dei medesimi e, segnatamente, il digiuno prolungato, il mancato controllo della temperatura, lโesposizione a luce diretta ed intensa.
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Tutto quanto appena detto rende palese che anche ove, in astratta teoria, non si ritenesse integrata la fattispecie di cui allโart. 544-ter c.p. dovrebbe nondimeno dirsi ricorrente lโipotesi di cui allโart. 727 c.p. nella parte in cui sanziona la condotta di chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura.
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Ed infatti vale ricordare che, secondo la giurisprudenza, per integrare lโipotesi di cui allโart. 727 c.p. non รจ necessaria la volontร del soggetto agente di infierire sullโanimale, nรฉ che questโultimo riporti una lesione allโintegritร fisica, potendo la sofferenza consistere in soli patimenti (Cass., Sez. III, 13 novembre 2007, n. 175).
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Del pari si intende fare menzione della circostanza per cui configurano il reato di maltrattamenti di animali, anche nella formulazione novellata di cui allโart. 727 c.p., non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietร e mitezza verso gli animali, destando ripugnanza per la loro aperta crudeltร , ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilitร dell’animale, arrecandogli un dolore (Cass., Sez. III, 7 novembre 2007, n. 44287).
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In ragione di tutto quanto esposto, con il presente atto presento denuncia – querela nei confronti del responsabile dellโesercizio commerciale โฆ., sito in โฆ.., alla via โฆโฆ., e di chiunque sia con lui concorso o abbia cooperato nel reato, in ordine alle fattispecie di cui agli artt. 544-bis e/o 727 c.p., ovvero di ogni altra ipotesi che la S.V. ravvisi nei fatti esposti.
Fatto accertato in โฆโฆ. , il โฆโฆ.
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Chiedo di essere avvisato, ai sensi dellโart. 408 co. II c.p.p., dellโeventuale richiesta di archiviazione.
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Chiedo di essere avvisato, ai sensi dellโart. 406, co. III, c.p.p., dellโeventuale richiesta di proroga del termine delle indagini preliminari.
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Dichiaro di oppormi allโemissione del decreto penale di condanna.
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A tutela dei miei interessi di persona offesa dal reato, nella qualitร di Presidente dellโAssociazione su indicata, nomino proprio difensore lโAvv. Alessio Cugini del Foro di Roma, con Studio ivi alla Via San Saba, n. 7 (tel. 06.5740524 โ fax 06.5740349 โ pec alessiocugini@ordineavvocatiroma.org), presso il quale eleggo domicilio.
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Delego al deposito del presente atto di denuncia – querela il nominato difensore, Avv. Alessio Cugini.
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ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย Si allegano al presente atto:
- Statuto dellโAssociazione Animalisti Italiani Onlus;
- reperti fotografici tratti dallโesercizio commerciale โฆโฆ. in data โฆโฆ.
- Parere del Ministero della Salute su โsofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazioneโ.
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Con osservanza.
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Roma, lรฌ
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(on. Walter Caporale, n.q.)
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