Con altre Associazioni animaliste, ambientaliste e dei consumatori* abbiamo lanciato oggi la nuovaย alleanza per fermare la certificazione su base volontaria proposta dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e dal Ministro della Salute Roberto Speranza.
Un inganno in piena regola per i cittadini beffati da un’etichetta che, lungi dal garantire il benessere animale certificato, assicurerebbe una prioritร d’accesso ai fondi PAC e PNRR a prodotti ottenuti con condizioni standard tipiche degli allevamenti intensivi, a scapito della trasparenza.
A poche settimane del tweetstorm che ha coinvolto decine di migliaia di cittadini e decine di organizzazioni ambientaliste, animaliste e dei consumatori, 13 organizzazioni non governative italiane lanciano oggi la “Coalizione contro le #BugieInEtichetta“ย e invitano tutte le associazioni e le fondazioni per la tutela dei consumatori, dei diritti dei cittadini, per lโambiente e la trasparenza, a unirsi a questa fondamentale battaglia per garantire consumi responsabili, consapevoli e soprattutto basati su informazioni non ingannevoli.
Il Sistema di Qualitร Nazionale Benessere Animale (SQNBA), portato avanti dai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute insieme con Accredia, e istituito con lโarticolo 224 bis nel Decreto Rilancio, prevede la certificazione e lโetichettatura volontaria di prodotti di origine animale che rispettano standard superiori ai requisiti di legge.
La certificazione proposta dai Ministri, perรฒ, prevederebbe di etichettare con il claim โbenessere animaleโ di fatto anche tutti i prodotti provenienti da scrofe in gabbia e suini che hanno subito il taglio della coda, pratica in violazione delle disposizioni contenute nella direttiva europea di protezione dei suini se effettuata in via sistematica e, quindi, illegale. Tale certificazione garantirebbe inoltre prioritร di accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo ancora una volta gli allevamenti di tipo intensivo, invece che stimolare la transizione verso sistemi piรน sostenibili.
ยซMentre il mondo si riunisce nella COP26 per affrontare l’emergenza climatica, i ministri del nostro Governo si apprestano a continuare a finanziare lo status quo dell’industria inquinante degli allevamenti intensivi. La possibilitร di mettere a sistema i fondi della PAC con le migliori iniziative italiane e il potere d’acquisto dei consumatori per dare vita a una reale transizione verso sistemi piรน sostenibili, sfumerร definitivamente se il progetto di certificazione non sarร rivistoยป dichiarano le associazioni. ยซPerchรฉ accadrร attraverso un’etichettatura ingannevole per i consumatoriยป.
La proposta di certificazione “benessere animale”
L’attuale proposta per la certificazione volontaria dei prodotti suinicoli tradisce la fiducia dei consumatori, poichรฉ non fornisce loro informazioni chiare e trasparenti sul metodo di allevamento degli animali, risultando al contrario estremamente ingannevole: se il decreto verrร approvato senza le opportune modifiche chieste dalla coalizione, infatti, chiunque sceglierร di acquistare al supermercato prodotti che recano sullโetichetta lโindicazione โbenessere animaleโ, non avrร garanzia alcuna che gli stessi provengano soltanto da allevamenti che adottano standard superiori ai requisiti minimi di legge. Il rischio, spiegano le associazioni, รจ anche quello di trovarsi a pagare di piรน per prodotti ottenuti con metodi di allevamento intensivo, esattamente gli stessi di oggi. In spregio alla sostenibilitร e al benessere animale di cui lโetichetta governativa dovrebbe porsi a garanzia.
Per questoย le associazioni della โCoalizione contro le #BugieInEtichettaโ invitano tutti, singoli cittadini, associazioni e fondazioni, a unirsi a questa battaglia fondamentale per la trasparenza.
Si tratta di criteri di certificazione che โ se rimarranno invariati โ tradiranno completamente la promessa che PAC e PNRR siano utilizzati per stimolare unโagricoltura piรน sostenibile, nella direzione segnata dal Green Deal europeo e dalla Strategia Farm to Fork, il tutto in spregio del recente voto al Parlamento europeo che ha chiesto alla Commissione di lavorare per allevamenti piรน sostenibili, un maggior spazio dedicato al biologico e la dismissione delle gabbie.
Concludono le associazioni: ยซLa battaglia per un’etichettatura trasparente รจ una battaglia di tutti. A tutti ci rivolgiamo chiedendo di unirsi alla nostra richiesta: un’etichettatura non ingannevole, che non tradisca la fiducia dei consumatori, per una transizione a sistemi di allevamento piรน sostenibili e che garantiscano standard di benessere animale piรน elevati.ยป
*Le associazioni che aderiscono alla coalizione sono: Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby.